Era successo tutto negli ultimi dieci minuti: avevo tirato una cannonata a rete ed eccoci sopra di due a uno! L’allenatore, Christian, era sbiancato e svenuto (non avevamo mai vinto una partita e aveva scommesso forte su un risultato ben più sicuro) il conduttore tv era urlato fuori da tutte le finestre del palazzone crepandone i vetri, i nostri padri piangevano a bordo campo finalmente orgogliosi di noi e la Marta, ne sono sicuro, mi avesse visto, mi sarebbe saltata addosso baciandomi in bocca davanti a tutti e lì, inginocchiandomi, io l’avrei sposata.
“No, non vale!”
Ed eccola qua: l’indecente sentenza di Bomber, soprannome da lui stesso auto affibbiatosi per la stolta sopravvalutazione del proprio talento, ma che per noi era invece un derivato di Bomba, da cicciaBombaCannoniere fa la merda nel bicchiere, giacché era un inutile, borioso e lardoso rompipalle che nel tempo libero amava prenderci a pugni in pancia. Un merdoso, per l’appunto.
“E perché?” aveva fatto Christian, risorto dal suo ruolo di finto allenatore infartato.
“È sgonfio. Non è regolare. Potevo prenderlo, ma ha fatto un giro strano tirando su sabbia. Per un pelo non ci ho perso l’occhio!”
Ma che cazzo diceva il Cicciomerda, adesso? Mi ero limitato a pronunciare un: “Ma come sgonfio? Da’ qua.”
Vedevo già gli altri abbassare la cresta e così le magliette sudate, che prima avevano tirato su a coprire la faccia, come Ravanelli alla tv quando esultava. Il cronista era già interdetto, si scusava, i nostri padri se ne andavano delusi pure dalla mia immaginazione e la Marta? Meglio, va’, che non era lì sul serio. Avevo provato a prendere il pallone, sì, ma il Panzer mi aveva spinto indietro con una manata. “Irregolare. Fai invasione. Rigore nostro.”
Proteste da Gio, Fefe e Gurzo. Era troppo!
“Raga. Ha ragione” diceva invece Christian. Che venduto. Che cazzo si era scommesso? Il gameboy, secondo me.
“Visto? Rigore nostro.”
Gurzo era planato come un caccia proprio sotto al suo brutto muso. “Ma se hai detto che è sgonfio due secondi fa! Non vale. Finisce uno a uno, allora.”
“Vale, sì” si aggiungeva Bebo, amico di CannonauzMeravigliauz.
“Ma se è sgonfio!” ribattevo io, più forte con gli altri vicino.
“Vuoi che ti gonfio?” minacciava Lardoman.
Erano arrivati anche Gio e Fefe. “Dai, provaci!”
“Dai, dai!” continuavo anch’io, serrando i ranghi.
È che, cazzo, ci sentivamo improvvisamente potenti. Cos’era sta storia, sta reazione, sta foga che ci era presa di essere pronti a batterci contro le ingiustizie? Diobon, eravamo i nuovi Power Rangers secondo me.
Dieci minuti dopo, però… Gurzo chiedeva se “È per questo siamo così?”
Aveva scatarrato un grumo di sangue. Pure un dente, si era accorto, ma aveva giurato fosse da latte. Io lo speravo.
“Sì” avevo detto. “Sai, no? Combattono sempre e sulle prime i nemici vincono. Poi però c’è il plot twist.”
Christian, che dopo i casini era tornato da noi come un verme, aveva osato aprir bocca. “Il cosa?”
“Tu sta’ zitto!”
“Va’ in figa Chri, coglione di merda, ti meniamo appena siamo a posto.”
“Basa culi”
“Mona! Te si un mosegagno!”
Poco da fare: mi stava sul cazzo pure a me. Ma è dura rischiare il gameboy. Un po’, forse, lo capivo, ma solo perché l’avevo sempre desiderato. “È quando la trama gira” dicevo rivolto un po’ a tutti. “Dopo averle prese si trasformano, ritrovano i nemici di prima e gli fanno un culo così.”
Noi non eravamo molto sicuri di come fare a trasformarci. O diventavamo bravi a calcio, tipo sul serio, così il Suino non poteva usare i suoi trucchetti, oppure la pubertà, che da come dicevano pareva una bella promessa, ci avrebbe resi muscolosi come i Rangers.
“Dai… due tiri?” aveva detto Chri, donandoci il suo pallone buono.
Non che l’altro fosse davvero sgonfio, ma…
“Così diventiamo cazzuti. Ci alleniamo.”
Era un’offerta di pace, la sua. Alla fine tornavamo sempre tutti amici.
“Sì, ma te la prossima le prendi con noi!”
“O da noi” aveva aggiunto Gio, tirandogli una fucilata sulla gamba col suo stesso pallone, che era rimbalzato in mezzo al campetto.
Christian aveva riso, sforzandosi, perché comunque un po’ si cacava sotto. Eravamo stati consacrati nel fuoco della battaglia, mentre lui no. A differenza sua, perciò, ridevamo di gusto, spintonandolo da una parte all’altra, per tormentarlo un po’.
Eravamo tutti rotti dalle botte, sconfitti, con gli stampi delle dita imbottite di Mr. Bombastic sulla faccia. I suoi amichetti ci avevano tenuti fermi, ma non si erano sporcati con la messa a terra della violenza finale. Quella spettava sempre a RotoloneReginaldo. Nonostante questo, però, avevamo ripreso a giocare. Tutti e cinque. Perché noi aspettavamo davvero il plot twist, puntando, per il momento, a essere più bravi a pallone di qualsiasi stronzo ci fosse capitato davanti.

[Prima stesura: settembre 2026]

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