Potremmo morderci il sangue di bocca,
graffiare profumi succhiando
sorrisi, riflessi negli
occhi capricci e curiosi.
Potremmo dormire soli per
niente, fuggire la schiena oppure
assaggiare, ballare bramare magari
bruciare, lingue lenzuola e ardere ancora.
Potremmo sbagliare tempo e momento,
sporcare pensieri scoprendoci
i nervi, squarciare
la pancia all’amaro là in testa.
Potremmo per caso spingere
il caso, o scrivere vecchie
solite strade, cadere in
cazzate un po’ per ciascuno.
Potremmo tremare, prendere… fiato,
poco e affogare come
una volta, e
ricominciare tutto daccapo.
[Prima stesura: luglio 2015]








