È come se fossi
un male agitato.

Ti vedo arrivare,
ti guardo e sto mare.
Ti aspetto qui al freddo
ma vorrei tanto scappare.
Ti basta anche poco,
qualche parola appena. 
Mi lasci in apena
in balia della marea.

Ti aspetto e sei andato,
via da me. Davvero?
Mi odi e io affondo
nel male pensiero.
Vorrei respirarti
ma qui è tutto nero.
Vorrei un po’ capirti
ma qui sono solo.

E cado pesante,
giù, nel profondo
del male agitato
che mi vuole morto.
Trattengo il respiro,
travolto annegato
in quel pianto salato
che ti avevo negato.

Urlo forte, non sento,
nemmeno più il freddo.
Tocco un fondo roccioso
di risentimento.
Forse è questo il mio posto,
infine mi arrendo.
La faccio finita:
affogo da dentro.

Respirassi ancora
sarebbe forse guarire.
Respirassi ancora,
sarebbe come tradire.
Sai il mare d’amore
non si può evitare.
Nel mare d’amore
ci puoi solo nuotare.

[Prima stesura: aprile 2025]

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