Cielo scorretto,
tetto che sogna
come una civetta,
dentro,
sotto, tra,
appena appena.
E invece vento,
fiati di correnti
sottomarine
sovrastellari
dove vanno a incastonarsi
tutti i nostri desideri.
Quanta gelosia
per qualcosa
che non ci è mai appartenuta:
chiodi
martellati con violenza
e sbarre,
bare trasparenti
che respirano affacciate
alle finestre.
Fiori e sudari
a passo lieve,
millenari
tanto non si torna indietro,
siamo aria,
dita strette nel silenzio,
come tosse
nell’altra stanza,
sotto, tra,
appena appena.
[Prima stesura: luglio 2026]








