Malo, paese in provincia di Vicenza in cui ho vissuto fino a praticamente ieri, è celeberrimo lo scrittore e partigiano Luigi Meneghello

Nonostante a scuola ci invitassero a leggerlo più e più volte, in particolare con Libera nos a Malo e I piccoli maestri, io non me lo filavo di striscio.
Un po’ perché leggere mi faceva sinceramente noia, un po’ perché, sfogliate quelle due o tre pagine, non riuscivo a seguire il senso dei suoi discorsi, rimanendo sempre con un E quindi?! che mi rimbombava per la testa.

Mi spiace non aver saputo cogliere il valore di una persona (e personaggio) del genere. Ma che posso dire? Ero preso da cose ben più importanti, tipo che ne so… l’adolescenza, le ragazze, i compiti per casa, l’xbox! Quanto poteva fregarmene di uno che aveva vissuto un’epoca in cui il mondo era ancora in bianco e nero?

Meno male sono cresciuto e cambiato e così, complice la mia passione per la lettura, unita a una bizzarra propensione all’adorazione di Malo (comune a tutti i maladensi, nonostante la trovino una cittadina piuttosto noiosa e priva di chissà che opportunità o forma di intrattenimento) sono finito col leggere, appunto, queste due sue opere: Libera nos a Malo e I piccoli maestri.

Era arrivato il momento giusto per farmi un’idea di questo famigerato compaesano!

Tutti e due i libri mi hanno dato l’idea di un grande amore per Malo e i suoi dintorni: da Vicenza alle cittadine vicine, arrivando ai colli e soprattutto ai monti della provincia.

Libera nos a Malo è il lavoro che più mi ha trasmesso questo senso di affetto.
Racconta infatti dell’infanzia di Meneghello perdendosi per le case e le contrade del paese, ma lo fa (e qui sta la difficoltà che avevo percepito le prime volte) per aneddoti e modi di dire.
Non c’è un vera e propria trama con un inizio e una fine. La bussola te la dà lo scorrere del tempo, l’età di Luigi che avanza piano piano nel contesto dell’Italia fascista

A proposito di fascismo: non emerge chissà quanto, e infatti ci sono per lo più i giochi, la scuola, le avventure e soprattutto gli onnipresenti spauracchi delle punizioni di Dio in combinata con le zozzerie legate alla scoperta della sessualità.

E c’è Malo, ovviamente. Il paese che è proprio un personaggio.
Ma invece di spiegarvi il perché o il come lo sia, vi lascio questo pezzetto, così capite meglio che cosa intendo:

I piccoli maestri invece, sempre raccontato in prima persona e per via aneddotica, parla di un Luigi Meneghello poco più che ragazzo, uno studente universitario che si ritrova a fare il partigiano tra i monti e le colline.

Di questo testo, in realtà, oltre che il senso di meraviglia per i luoghi dell’Altopiano di Asiago, mi ha colpito molto sia come lui e i suoi compagni agissero, rimanendo persone comuni e normali, sia come percepissero la situazione generale, perché ecco… non la percepivano.
Col senno di poi, studiando i libri di storia, è semplice dare un contesto, inquadrare la guerra in Italia, in Europa e nel mondo. Ma mentre stava succedendo era tutto più confuso. 

In merito a questi due concetti vi lascio alcuni pezzi:

“Arcigni nei concetti di fondo, garbati e quasi soavi nella fattispecie, non prendevamo nemmeno in considerazione l’idea di fucilare qualcuno villanamente. Inoltre, non volevamo rompere senza pagamento (coi buoni), non spaventare senza bisogno, non assassinare senza spiegazioni. Queste erano le intenzioni: in pratica poi, non rompevamo molto, non spaventavamo che mediocremente, e non assassinavamo quasi nulla; un gruppo di artigiani-artisti, dalla produzione severamente limitata, e con un forte senso di autonomia professionale e personale.”

e poi, riflettendo sulla permanenza in montagna, la guerra e l’Italia:


Insomma, sono state per me due letture illuminanti, nel senso che mi hanno acceso una luce su un pezzetto di storia (e di Malo) che mi ha sempre incuriosito ma per cui non avevo gran pazienza di approfondire. 

Soprattutto però, mi è sembrato di cominciare a conoscere Meneghello, forse per la sua scrittura a volte simile a un flusso di coscienza, o per l’ironia intelligente che ha seminato qua e là nel testo.

Cari maladensi e non: se cercate qualcosa da leggere, date un’occhiata a Luigi Meneghello!

Racconti, poesie, appunti.
Iscriviti alla newsletter: se esce qualcosa di nuovo, ti avviso!

Niente spam, promesso!

Iscrivendoti, presti il consenso al trattamento dei dati per l'invio di materiale informativo e promozionale, in conformità con la Privacy Policy.
Il consenso potrà essere revocato in qualsiasi momento tramite il link di disiscrizione presente in ogni email.

Racconti, poesie, appunti.
Iscriviti alla newsletter: se esce qualcosa di nuovo, ti avviso!

Niente spam, promesso!

Iscrivendoti, presti il consenso al trattamento dei dati per l'invio di materiale informativo e promozionale, in conformità con la Privacy Policy.
Il consenso potrà essere revocato in qualsiasi momento tramite il link di disiscrizione presente in ogni email.

Un futuro senza spazio, né tempoAppunti

Un futuro senza spazio, né tempo

Davide StortiDavide StortiMaggio 5, 2019
Contesto, originalità, moda: gli attori della comunicazione visivaAppunti

Contesto, originalità, moda: gli attori della comunicazione visiva

Davide StortiDavide StortiOttobre 3, 2018
Contro l’IA generativa nell’arteAppunti

Contro l’IA generativa nell’arte

Davide StortiDavide StortiFebbraio 16, 2026

Leave a Reply