Piove ormai da quattro giorni
senza pause, né pietà,
e tu speri che ritorni
il sole, il caldo, un’altra età.
Guardi fuori, non c’è scampo
tra i riflessi dei lampioni
che scintillano di inverno,
sono sinistri bagliori
e ti fanno l’occhiolino, ti stanno prendendo in giro,
poi ti danno quel sospiro, di chi aspetta un altro tiro.
Ma non è più un gioco questo,
Non ci resto, non lo puoi dire,
non puoi più lanciare i dadi,
tornare indietro, ripartire.
Piove ormai da quattro giorni
sul tuo visto accartocciato,
è un inferno di dolori,
è ormai il corpo di un infermo.
Guardi dentro, e non lo trovi,
se ci fosse un po’ di sole
per scaldare le tue ossa,
quella vita che non torna,
ti daresti un po’ di amore, come fanno tutti gli altri
che non sembrano star male, anzi: umori sempre alti.
Piove ormai da quattro giorni
e pensi Non ho una famiglia,
non ho figli, né nipoti
e aspetto che mia moglie torni.
Ma non torna, ormai è andata,
è una storia di rimorsi.
Colpa tua se poi è scappata,
dei tuoi schiaffi e i segni rossi.
Questa pena che ora provi, per te stesso, vecchio solo,
non attacca con nessuno, non lo meriti il perdono.
In fondo sai che è cosa giusta,
una vecchiaia in punizione.
Mai avuto cuore o testa,
ora: impari la lezione.
[Prima stesura: febbraio 2026]









Quando piove tutto sembra fare più male.
Lo stesso umore sembra fatto di sabbie mobili.
Ciao Katrina!
A me non dispiace, ma se non la smette più per giorni poi… l’umore fa produrre poesie tristi come questa🫠
La pioggia rende tutto più triste, sembra che il cielo pianga insieme a noi
Non sempre, dai. Ma in questo caso, una pioggia particolarmente insistente mi ha ispirato il pezzo. Ciao Giulia 🙂
la vecchiaia come punizione per gli errori di una vita.
piaciuta
ml
Una vecchiaia in solitudine, soprattutto. Anche perché attorno a lui vede coetanei felici.
Grazie di essere passato 😉