I suoi dicevano che lì dentro si praticasse la magia nera. Che gli spiriti maligni venissero invocati da loschi figuri che potevi sentire qualche volta di notte.
Quell’estate Marco, proprio lì dentro, diede il suo primo bacio a Celeste, la ragazza più bella che avesse mai visto. E allora rise, ripensando alle stupide storie dei grandi, che volevano soltanto tenerlo lontano da un luogo che associavano più a un bordello che alla casa del demonio, e rise ancora di più quando raccontò tutto anche a lei, che poi di ridere a un certo punto non la smetteva quasi più, tanto lo trovava divertente, e rideva, e rideva, lei rideva, in un crescendo di spasmi scomposti che le rimbombavano per tutto il corpo, deformandole il petto e trasformandone il torace, che si aprì in un fiotto grigiastro di tentacoli marini che lo afferrò per la faccia e lo inghiottì per dilettare il Male.
Caro Marco, e che cavolo, la prossima volta ascoltali i tuoi genitori!
[Prima stesura: luglio 2019]





