Sabbia che scorre. Come un fiume. Come una marea brillante. Ora e per sempre. Sabbia come un tappeto mobile, infinito, sotto i nostri piedi, sotto questo sole. Sabbia d’oro che setacciamo in cerca d’oro, per far funzionare queste bocche mangia-terreno, devasta-dune, disegnatrici di onde, di curve all’orizzonte ripetutamente sinusoidi.
Quanta sabbia in questo mondo. Quanta, in questi miei sogni senza buio. E passano le ore, i giorni, i mesi, gli anni di deserto senza fine e noi sospesi, sopra a questi mostri cingolati che spazzano a mai finire, trilardi di trilioni di granelli da ingoiare e digerire e poi sputare senza il tesoro, quello ben nascosto, il bel-prezioso segreto del sole.
Te la rubiamo tutta, sabbia nostra, la forza nascosta che ti serbi dentro, con rancore. E poi la impacchettiamo, l’acceleriamo, ce la fondiamo negli ultra-reattori per crearci un sole nostro. Non un sole. Mille soli. Tanti quanti ne vogliamo! Elio 3 che ti sfibriamo dalle polveri arroventate. Elio 3 che alimenti queste macchine, questi miei giorni infiniti e disgraziati. Occhi stanchi, secchi, arrossati, stracolmi di luccichii aggressivi come fulmini e puntuti come diavoli con le forche.
È una punzione questa mia vita? Se vita è, la quotidianità di copia incolla, di mezzogiorno a picco, sempre, di mangia ancora un altro giorno, di mangia ore e mangia sabbia, ancora e ancora, ancora e ancora, e intanto pensi solo a casa.
Sogno sabbia e non ricordo quel cielo mio, pulito, di tramonto. Sogno sabbia e vento fresco, una tempesta, ma tutta d’acqua. Che disseti me e il mio deserto.
[Prima stesura: gennaio 2026]









Dentro la sabbia, secondo me, c’è tanto sole.
Tanto sole accumulato negli anni. Tanto calore.
Come sempre apprezzo il modo in cui scrivi, mi piace molto.
E io ti sono sempre grato per l’apprezzamento e per il tempo che mi dedichi 😉
Questo, assieme ad altri racconti simili che non ho mai pubblicato, fa parte di una serie di prove di world building. Spero porti i suoi frutti.