Perché non lasciamo tutto e andiamo a vivere su Marte?
Il lavoro mandiamolo all’aria. Sparpagliamo le nostre carte!
Vivere non di ciò che dobbiamo, ma di ciò che ci piace fare,
vivere magari, pensa che idea, soltanto della nostra arte!

Sai mi ci vedo poi, il lunedì mattina, io e te, lì a passeggiare:
strade di sabbia rossa, quasi fossimo su una spiaggia,
con addosso la crema solare e da mangiare… una focaccia!
Ti ricordi? Come a luglio in Puglia, quando eravamo a Polignano a Mare?
Col gelato e la panna fresca: ne mangeremmo fino a star male!
E potremmo goderci albe e tramonti, senza per forza fotografarli,
saremmo io e te, magari gli amici, gente gentile e senza le armi.

Tu penserai che forse è assurdo, che potremmo sentirci magari un po’ soli.
Ma vedi, il bello in realtà è proprio questo: non ci saranno rompicoglioni!
Niente Meloni, Salvini, Tajani, niente governo, né opposizioni,
non ci sarebbero guerre, fame e confini: liberi tutti, niente regimi!
Via gli aggressori, le operazioni speciali, i droni, niente invasioni e bombe sugli ospedali.
I coloni sarebbero ormai acqua passata, epoca antica, dimenticata,
e la religione, quella di fede armata, sarebbe sminata, pura grazia, immacolata.
Potremmo pregare il nostro pianeta rosso, oppure gli dei, Giove, Allah, Gesù Cristo,
e credere in ciò che ci rende migliori, rispettando l’un l’altro, ognuno il diverso.
Sarebbe un incanto, vita piena, bellezza,
coltiveremmo la terra, il canto, l’arte, la lentezza.
Avremmo tempo per noi, saremmo esseri nuovi
con universi da riscoprire, sia dentro, sia fuori.

Ti prego, lasciamo tutto e andiamo insieme su Marte,
prima che arrivino i multimiliardari, i guerrafondai, la morte.
Andiamoci ora prima che l’umanità nostra, corrotta,
ci tenga incollati qui a terra, portandoci fuori rotta.
Perché è questa, lo sai, la vera rivolta, ma del nostro pensiero, e suona un po’ estrema:
vorrei non fossimo più schiavi di questo sistema,
e che questa catena che abbiamo al collo e ci strema
si rompesse in pezzetti, ci resetti i pensieri.
E poi ecco… del mondo, con gli occhi pieni e nuovi,
senza più sperperarli, apprezzeremmo i suoi doni.

Per questo vorrei andare a vivere, io e te, sul pianeta rosso,
con le nostre fantasie come bussole nel cosmo.
Sarebbe assurdo, ma bellissimo, chissenefrega se impossibile,
con un po’ di coraggio supereremo questo limite:
perché ricominciare a credere che un mondo senza più vittime
non è cosa stupida, né di certo un crimine.

[Prima stesura: novembre 2025]

Racconti, poesie, appunti.
Iscriviti alla newsletter: se esce qualcosa di nuovo, ti avviso!

Niente spam, promesso!

Iscrivendoti, presti il consenso al trattamento dei dati per l'invio di materiale informativo e promozionale, in conformità con la Privacy Policy.
Il consenso potrà essere revocato in qualsiasi momento tramite il link di disiscrizione presente in ogni email.

Racconti, poesie, appunti.
Iscriviti alla newsletter: se esce qualcosa di nuovo, ti avviso!

Niente spam, promesso!

Iscrivendoti, presti il consenso al trattamento dei dati per l'invio di materiale informativo e promozionale, in conformità con la Privacy Policy.
Il consenso potrà essere revocato in qualsiasi momento tramite il link di disiscrizione presente in ogni email.

InespressoPoesiaPoesia performativa

Inespresso

Davide StortiDavide StortiLuglio 23, 2024
Facciamo che ti fermiPoesiaPoesia performativa

Facciamo che ti fermi

Davide StortiDavide StortiAgosto 20, 2025
1999PoesiaPoesia performativa

1999

Davide StortiDavide StortiMarzo 12, 2026

Leave a Reply