Grazie per queste parole che ora dici
per l’attenzione posta a queste stragi
ben soppesate alla tv, piena zeppa di litigi.
Meno male ci sei tu, artista giusto, impegnato,
che altrimenti verrei ignorato, sarei spacciato,
o tanto vale dirlo: proprio cancellato.
Invece senti qua, senti che roba, che bei versi!
E anche intorno tutti gli altri: le canzoni, le mostre, i testi,
i riflettori nei galà dei film denuncia coi manifesti.
Grazie allora, a te, e a voi, e a tutti quanti,
che anche se siamo un po’ distanti
ci date spazio nei discorsi dei più accorti,
e nelle piazze, a volte, piene,
di bandiere sventolate e grida e cori e cuori forti,
inneggiando la nostra causa, come foste degli insorti.
Grazie a voi, che non dimenticate
che c’è qualcuno con la fame come amica migliore
e con le bombe che volano e intanto la gente muore.
Anche se, la verità, a dirla tutta, è che ce n’è una,
sempre e solo l’ultima, nella vostra testa, di queste situazioni,
e perciò lo dico sinceramente:
“Brave e bravi voi!” artistucoli dei miei coglioni.
Che qui è meglio se non se ne tiene il conto,
perché voi al prezzo da pagare non fate sconto
per stare bene e fare i bravi, per fare il vostro tornaconto.
Ma non parliamo in generale, troppo facile,
torniamo a te, a te qui esposto, in particolare,
scribacchino disincantato, cantore fiero di questi versi sul mondo vero, rivelato.
Se sei tanto bravo, perché fare l’empatico a distanza?
Com’è che nel concreto non muovi un dito?
Veloce di penna e di tastiera sì, bene, ma dov’è la sostanza?
Almeno tanti se ne fregano interamente,
tu invece bla bla bla e intanto godi i tuoi diritti così, come fosse niente.
A me mi pare che tu creda basti questo,
basti l’arte, manco poi fossi Dante, per fare almeno la tua parte,
ma è chiaro che l’unica arte che pratichi con costanza
è quella del raschiare forte per pulirti bene la coscienza.
Comunque grazie, grazie ancora, per queste parole che ora hai detto,
addirittura parlando a frasi fatte la voce di altri,
rubando un dolore che a malapena immagini,
impersonando una voce che non esiste
e dandola in pasto a tutti, senza rispetto.
[Prima stesura: novembre 2025]








